Il coraggio e l’umiltà

Sarebbe meglio dire: l’umiltà di riconoscere che non sappiamo proprio tutto delle piante, che ogni giorno possiamo imparare qualcosa di nuovo, che ogni fiera di giardinaggio può essere un’occasione preziosa per incontrare una nuova pianta e desiderare di sperimentarla, utilizzarla, metterla alla prova, inserirla insomma in qualcuno dei giardini che andiamo progettando nel nostro cammino professionale.
E il coraggio di usare piante nuove, di inserire magari in un punto non troppo importante e visibile del giardino un albero, un arbusto o un’erbacea perenne mai utilizzata prima e vedere come va.

Credo che coraggio ed umiltà ci dovrebbero accompagnare per tutto il nostro cammino lavorativo, credo che sedersi sugli allori sia sbagliato, credo che il compito di chi progetta e realizza non sia solo fare contento il cliente o assecondare il vivaista di fiducia, quello con cui lavoriamo da anni e che ci propone le solite piante “sicure”.
Cercare di conoscere e poi sperimentare piante nuove non è una velleità da collezionisti di piante, che cercano a tutti i costi di avere la varietà nuova e rara, ma significa per esempio usare piante particolarmente resistenti alle malattie laddove non è possibile fare trattamenti, oppure specie resistenti alla siccità nei giardini in cui non c’è acqua di pozzo e si innaffia solo con l’acqua potabile (e ce ne sono) o piante resistenti all’incuria per quei giardini pubblici dove non esiste manutenzione.
Alla Fiera dei fiori di Roma che si è svolta degli spazi dell’Auditorium della Capitale, a metà Maggio, c’erano espositori da tutta l’Italia. Come sempre, naturalmente, c’erano cose viste e straviste, almeno per me che di questo mi occupo: tante piante grasse formato ridotto, oggettistica più o meno gradevole, arredi originali ma anche dozzinali, niente a confronto del Chelsea Flower Show che avevo visitato l’anno prima a Londra.
Ero quasi pentita di esserci andata quando mi sono imbattuta in qualcosa di nuovo e di interessante: il Jasminum multipartitum, un gelsomino sempreverde, della famiglia delle Oleaceae, con i soliti fiori bianchi e profumati, ma con la caratteristica di crescere ad arbusto. Era anche stato premiato. Poi ho visitato il sito del vivaista che lo presentava e infine ho deciso di sperimentarlo in un giardino che sto progettando.
Ecco che dalle parole si passa ai fatti: un pomeriggio speso bene, valeva la pena andare alla Fiera dei Fiori, anche per una sola pianta nuova. Ed ora stiamo a vedere.